Politically Incorrect

Secondo Simone Weil una famosa filosofa e letterata francese, il “Patriottismo” è il sentimento di «una cosa preziosa, bella, fragile peritura», che è esposta alle sventure, e può essere distrutta. E dice Simone Weil: questo si ama, quando si ama la patria.

Il sentimento della Patria è quindi una forma di Amore. Ed è a questa accezione che il nostro credo, il credo dei Gilet Arancioni, vuole fare riferimento.

Con l’espressione “Politically uncorrect” si vuole dichiarare proprio l’amore per la genuinità delle cose e delle loro peculiari caratteristiche.

Mentre, invece il termine tanto modaiolo del “politicamente corretto” risulta essere una ambiziosa modalità di espressione del pensiero unico, cioè quel pensiero “omologato”, introdotto dai cosiddetti “radical chic”, che in modo assolutamente superficiale crede di risolvere problematiche sociali fortemente presenti e radicate semplicemente cambiando il nome alle cose, senza intervenire nella sostanza.

Così è stato fatto ad esempio con lo stravolgimento del termine “negazionismo”Il termine “negazionismo” è riferito al mancato riconoscimento, da parte di alcune persone, dell’olocausto degli ebrei, detto anche “Shoah”, perpetrato dai nazisti.

Oggi questo termine viene erroneamente utilizzato, anzi strumentalizzato, in primis da coloro che hanno il ruolo di comunicatori con la massa, cioè i politici e i giornalisti, per indicare tutti quelli che non vedono un reale pericolo di pandemia, ma che riconoscono il covid come un virus di tipo influenzale che raramente può “da solo”, in mancanza di comorbilità di altre patologie, portare alla morte.  Bisogna invece ricordare che i dati, i numeri dei morti spacciati per covid, sono da attribuirsi a diagnosi errate prima e di conseguenza a terapie errate poi (intubamenti selvaggi) da addebitare perciò a CAUSE IATROGENE. Ecco che abbiamo dato il giusto nome ad un fatto.

Le persone che NON SONO LIBERE di pensare e di esprimersi poiché al soldo del potere, creano, attraverso la “confusione linguistica”, utilizzando la grammatica italiana in modo distorto, delle etichette sociali per disprezzare chi invece dimostra una presenza di spirito, di ragione e soprattutto di “pensiero critico”, mettendo in discussione le “fandonie” inventate da personaggi disonesti che si sono appropriati delle poltrone del potere in modo illecito.

Attraverso la “distorsione” del linguaggio, fatta in evidente malafede, si è affibbiata l’etichetta del negazionista a chi PRETENDE IL RISPETTO DEI DIRITTI UMANI E DELLA COSTITUZIONE ITALIANA.

Oggi le 4 o 5 etichette che finiscono tutte con “- ISTI” (fascisti, complottisti, negazionisti, etc..) sono il risultato di passaggi linguistici degni della più totale ignoranza di chi li sventola come bandiere della propria schiavitù psicologica, asservita ai poteri forti, o agli interessi delle multinazionali, o al deep state, come dir si voglia.

Esattamente queste “manipolazioni del linguaggio” vengono messe in pratica da persone che vivono e pensano in termini di direttive del loro partito politico e non nella libertà individuale.

Queste schiere di asserviti si sono autodefinite come “politicamente corrette” volendosi dare una allure di perbenismo, di buonismo, ripeto solo apparente, poiché è la maschera dietro la quale si nasconde la malvagità, la cattiveria, e soprattutto l’odio per chi “osa” utilizzare il proprio pensiero fuori dal gregge.

Chi si permette di fare ricerche e studi in modo autonomo è visto come pericoloso, chi cerca risposte creative, utilizzando quello che Guilford, psicologo americano negli anni 70 chiamò “pensiero divergente”, viene visto dalla massa come eversivo, trasgressivo, pericoloso.

Il pericolo per chi illegittimamente siede al potere è rappresentato proprio dal risveglio delle coscienze e dal ripristino della naturale volontà dell’uomo di crescere e di sviluppare tutte quelle qualità che occorrono per progredire: l’autonomia, la curiosità, il senso dell’esplorazione, il senso artistico nell’accezione della capacità trasformativa di rispondere agli eventi più disparati in modo da trasformare anche sentimenti negativi in qualità che invece risultino poi utili al sè stesso.

Del resto il vissuto soggettivo dell’ingiustizia spesso viene trasformato dagli uomini in desiderio di miglioramento del sociale, ecco che nasce l’amore per la politica intesa come amore per la vita e l’interesse per il sociale, per la comunità, nella sua forma più elevata diremo “patriottismo”.

Gli opposti, in termini negativi sono da addebitarsi a quelle menti “basse” che usano la “prostituzione intellettuale” per vendere se stesse e fornire alle masse idee e notizie manipolate, menzognere, con l’obiettivo di gettare insicurezza e confusione nella popolazione, appunto i fautori del “politically correct”.

Al patriottismo in termini alti di valore si oppongono i traditori della Patria che già Dante Alighieri domiciliò nella seconda zona (Antenòra) del IX Cerchio dell’Inferno.

Qui, a noi, interessa ripristinare invece tutto quello che di bello buono, positivo e propositivo riguarda la vita politica e sociale dell’uomo, l’amore per la giustizia e per il collettivo, l’amore per la libertà.

Vogliamo chiamare questo pensiero che rappresenta la nostra FEDE “politically uncorrect” e sembra proprio esserci lo “Zeitgeist” giusto.

Zeitgeist indica “lo Spirito del Tempo”, espressione coniata nell’ambito della filosofia romantico-idealistica tedesca tra fine ‘800 e inizio ‘900. Indica il clima ideale, culturale, spirituale caratteristico di un’epoca.

Alcuni eventi possono succedere solo quando lo “Spirito del Tempo” è favorevole ed in questo momento è giunto il vento della chiamata di ogni singolo per opporsi alla dittatura che attraverso la “scusa” sanitaria sta entrando nella sfera personale, lavorativa di ogni singolo, di ogni famiglia di ogni istituzione, distruggendo la produttività dell’intera nostra Patria: l’ITALIA!

 

Dr.ssa Stefania Rebuscini

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